Oltre alle gambe c'è di più

16.05.2020

Donne (dududu), io oggi mi rivolgo a voi, una sola domanda... come state?

Non che non mi importi del benessere degli uomini, necessario anche esso alla sopravvivenza della specie ma perché, diciamocelo, per loro è più semplice.

Cioè, sono praticamente quattro mesi che siamo chiusi in casa, chi più e chi meno, e loro non hanno cambiato sembianze di una virgola, la loro faccia e il loro corpo non sono particolarmente dissimili rispetto a momenti più rosei della storia dell'umanità, alcuni addirittura sono migliorati. Parlo, ad esempio, dei tipi che si sono ostinati finora alle sopracciglia ad ali di gabbiano e per i quali la chiusura dei centri estetici è stata una manna dal cielo, come un'iniezione di virilità in cui quasi non speravamo più.

Insomma la loro tenuta casalinga e quella da lavoro si differenziano solo per gli outfit. Tipo l'avatar di SuperMario che rimane sempre uguale nel tempo, al massimo puoi cambiargli il colore della salopette.

Io non so voi ragazze, ma il fatto che il mio outifit sia costituito da 6 capi di abbigliamento in croce che alterno in base all'igienizzazione degli stessi e, puntualmente, non riesco mai ad abbinare in maniera più o meno piacevole allo sguardo, da 4 mesi a questa parte almeno, è l'ultimo problema. Dico, se indossassi il vestito di Megan Markle alla prima apparizione pubblica, la situazione non cambierebbe granché senza prima un'opera di restauro dentro/fuori.

Vi vado a esporre la situazione.

Sono una miope, direte voi: vabbè che c'entra? È un dettaglio importante, invece. Una miope porta gli occhiali, magari con una montatura nera e spessa come i miei, una montatura che può potenzialmente nascondere una foresta di sopracciglia che una miope non scorgerebbe nemmeno una volta tolti gli occhiali a una distanza superiore ai 20 cm dallo specchio. Io non mi avvicino allo specchio così tanto per, lo specchio va tutelato e rispettato, così come la mia salute psichica, per cui mi ci avvicino giusto se devo mettermi l'eyeliner. Indovinate da quanto tempo non metto l'eyeliner? Ecco.

Inoltre, qualche settimana fa, il rispetto che nutro nei confronti del mio uomo che ha trascorso la quarantena con me, mi ha obbligato alla prima ceretta fai da te della mia vita. "Sei abituata troppo bene", direte voi. E c'avete ragione, ma prima di giudicare dovreste provare ad avere il mio stesso livello di coordinazione cervello-mano. Cioè, il mio istruttore ha ritenuto necessario farmi fare 26 guide di prova prima di mandarmi all'esame della patente perché il piede sinistro riceveva l'input di premere la frizione sempre dopo lo spegnimento del motore, ora vado spedita e ho imparato discretamente anche a parcheggiare ma non mi spiego come sia potuto accadere, il miracolo è l'unica spiegazione logica.

Insomma, dopo aver strappato via dal mio corpo vari strati di epidermide la cui assenza, comunque, mi ha fatto sentire anche più snella quindi ok, mi sono sentita nuovamente una femminuccia, finché un selfie da inviare al gruppo di supporto "Friends forever oltre i decreti e le distanze", casualmente fatto di fronte alla finestra a mezzogiorno, ha illuminato e sottoposto alla mia attenzione lo sbrilluccichio di svariati capelli sulla mia cute. E se inizialmente ho pensato di essere posseduta da Edward Cullen, poco dopo ho realizzato che erano capelli bianchi. Io non ho ancora compiuto 28 anni raga, sono praticamente un'infante, non scherziamo. Cos'è? Un remake di Benjamin Button?

Cioè non basta la pandemia mondiale, ora anche l'invecchiamento precoce, e no.

"Lo dici tu che è precoce, sei a un passo dai trenta!" dice mia madre, donna dalla sensibilità smisurata. Allora, innanzitutto i passi sono tipo cento milioni ancora e poi, "trenta is the new venti" no? L'ho letto su facebook, sarò libera di credere anche io alle cose che leggo su facebook una volta, dico una???

Vabbè... il mio fidanzato e i coinquilini non sembrano essere disgustati dalla mia presenza per il momento, anzi sostengono che io esageri. In fondo il trucchetto delle sopracciglia nascoste dietro gli occhiali l'ho usato anche in tempi non sospetti, quando i centri estetici erano aperti ma a me pesava il culo e non avevo voglia di andarci, quindi qualcosa mi dice che l'immagine obbrobriosa che vedo nello specchio è un po' il riflesso misto di come mi vedo e come mi sento e, se dopo 28 anni (QUASI) ho capito qualcosa dell'universo femminile, sono sicura che molte di voi si trovino nella mia stessa situazione.

E allora torno alla domanda iniziale, dalla quale è partito tutto il mio sproloquio per il quale vi chiedo perdono: come state?

Che la domanda sia questa, per tutte, e che sostituisca ogni paranoia sul nostro aspetto fisico che, fidatevi, a un occhio meno critico del nostro non sembra cambiato granché.

Poi, da lunedì riaprono parrucchieri e centri estetici, gli eroi della fase 3, accorsi a salvarci dalla putrefazione morale, prima ancora che fisica.

Gioiamo per questa piccola vittoria di tutti, tanto tra un po' tornerà a pesarci il culo e tutto questo sarà solo un brutto ricordo! (Elena Amante)

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