La parola magica è: FIDUCIA

Avere fiducia. È questa la parola magica che ci aiuterà a ripartire. Perché di questo stiamo parlando. È passata una settimana dal primo pezzo su questa nuova rubrica, ma ancora oggi si parla di ripartenza. Ogni giorno c'è una nuova piccola apertura e la speranza è che tutto andrà bene e continuerà ad andare bene mantenendo bassa la curva dei contagi, che comunque purtroppo continueranno ad esserci.
Ma non ci può essere ripartenza se non inizieremo ad avere fiducia negli italiani, fiducia nei loro comportamenti e fiducia nella possibilità di ripartire in modo ordinato e con successo. Innanzitutto il Governo nazionale e i governi locali dovranno avere fiducia negli Italiani. Fiducia nei comportamenti di tutti i cittadini che, durante la fase del lockdown, hanno dimostrato una forte serietà nel restare a casa uniti contro il Coronavirus. Ma ora, come dicevamo la scorsa settimana, bisogna ricominciare ad uscire. Bisogna ricominciare a consumare. Bisogna ricominciare a guardare con "fiducia" (per l'appunto) al futuro. Perché la crisi sanitaria è stata forte, virulenta, mortale. E non è ancora finita. Ma bisogna imparare a ripartire cambiando i nostri stili di vita. Le scene di ieri sui Navigli sono sicuramente da stigmatizzare perché c'è stato un reale problema di assembramento e le persone si sarebbero potute redistribuire meglio, ma bisogna anche non esagerare con il paternalismo.
La fiducia dovrà essere la parola chiave anche alla base della ripartenza delle Aziende. Il Decreto Liquidità non sta funzionando perché per ottenere un prestito bisogna attendere troppo tempo e bisogna produrre troppe scartoffie. Bisogna snellire la Pubblica Amministrazione e bisogna ridurre le procedure burocratiche. Il principale ostacolo alla ripartenza è proprio la burocrazia asfissiante unitamente alla cultura del sospetto che fa di ogni imprenditore un furfante fino a prova contraria. Anche le Banche dovranno avere più fiducia nelle Aziende e dovranno concedere il finanziamento in 24 ore come avviene in Svizzera, visto che la garanzia statale c'è e resta. Parimenti la PA dovrà derogare al codice degli appalti, sul modello della ricostruzione del nuovo ponte di Genova, per tutti i lavori pubblici per almeno tre anni. Non si potrà ripartire davvero se continuiamo a pensare che in Italia l'unica cosa da fare è restare immobili per stare tranquilli di fare bene. E l'Italia o riparte o il -8/9% del PIL programmato sarà solo un buon auspicio. (W)
